Il “Modello Parma” relativo al sistema di accoglienza dei migranti.

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Prima di spiegare in cosa consiste il “Modello Parma” è necessario spiegare che esistono due sistemi di accoglienza paralleli: il Sistema SPRAR e il Sistema CAS.

Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) è gestito dal Comune di Parma in
co-progettazione con Ciac Onlus ed è stato riconosciuto, nel 2014, il miglior progetto italiano.

I posti finanziati sono attualmente 88 e sono distribuiti in tanti appartamenti su tutto il territorio della città.
Il progetto prevede, oltre all’accoglienza diffusa in piccoli appartamenti, corsi di alfabetizzazione, assistenza sanitaria, assistenza legale, assistenza psicologica se necessaria, orientamento al lavoro, formazione e supporto all’inserimento lavorativo.

Il Sistema CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) che ha preso avvio nel 2014 con l’operazione Mare Nostrum, è gestito direttamente dalla Prefettura e prevede convenzioni con Enti gestori per accogliere le quote di migranti inviate dalla Prefettura Regionale.
A Parma il sistema è stato costruito in analogia con lo Sprar e prevede un’accoglienza diffusa nel territorio in piccoli appartamenti. Fa eccezione l’hub di Baganzola che può ospitare circa una cinquantina di persone e serve come primo punto di accoglienza per organizzare poi i gruppi omogenei per la collocazione nel territorio.

Il “Modello Parma” fa riferimento all’idea di accoglienza diffusa in piccoli gruppi ma soprattutto al sistema di sinergie e collaborazioni che si è creato fra Prefettura, Comune, Ciac ed Enti gestori che ha consentito di governare il fenomeno, creare protocolli e progetti innovativi (per le vittime di torture, per le vittime di tratta e l’emersione dei fenomeni legati alla prostituzione, il progetto rifugiati in famiglia, il protocollo per azioni di volontariato, ecc.).

In questo complesso sistema il Comune e le sue politiche di accoglienza hanno giocato un ruolo fondamentale che possiamo articolare nei seguenti 3 punti:

  1. Un ruolo a fianco della Prefettura fin dall’inizio dell’accoglienza promuovendo il modello dei piccoli gruppi distribuiti in appartamenti nel territorio, promuovendo gli elementi di qualità dello SPRAR (corsi di lingua, assistenza sanitaria e legale, formazione, facilitando gli abbonamenti per la mobilità sugli autobus, ecc), partecipando attivamente ai tavoli di coordinamento, mettendo a disposizione la struttura comunale per l’hub di Baganzola, partecipando ai vari bandi FEI per progetti sperimentali di miglioramento di alcune azioni;
  2. Un ruolo a fianco degli Enti gestori promuovendo i corsi di italiano e l’apprendimento della lingua, promuovendo la cultura e la qualità del sistema SPRAR e soprattutto promuovendo le azioni di integrazione e volontariato con la formalizzazione dello specifico protocollo. Il Protocollo per le attività di volontariato prevede che il Comune organizzi le varie attività (pulizie e piccole manutenzioni di parchi e aree cittadine, sfalci e pulizia bordi strade, azioni di miglioramento del decoro urbano, ecc), curi le azioni di formazione relative alla sicurezza, sostenga i costi dei materiali e delle coperture assicurative, i gestori invece devono accompagnare i gruppi di migranti ai viri appuntamenti calendarizzati;
  3. Un ruolo nella costruzione della rete dei servizi in cui si incardina l’accoglienza: il Servizio Informastranieri in primis con 22.000 accessi l’anno per assistenza giuridico e legale e agenda elettronica/ prenotazione appuntamenti con la Questura, con i progetti di Rimpatrio Volontario assistito, i test di italiano, il servizio di mediazione culturale (28 mediatori culturali per 20 aree linguistiche e circa 2300 ore annue di interventi); il sistema di dormitori e accoglienza a bassa soglia (posti letto in strutture di seconda accoglienza, pasti e docce), il progetto Minori Stranieri Non Accompagnati a cui si aggiunge il Consultorio Spazio Salute Immigrati dell’AUSL.
    E’ in corso, inoltre, la progettazione di un sistema di accoglienza dopo l’uscita dai percorsi CAS e Sprar per chi ha concluso un buon percorso di integrazione sociale.

Il modello Parma dovrà affrontare alcune criticità fondamentali ed evolvere verso un sistema unico di accoglienza che coincide con lo SPRAR in una logica di superamento dei CAS, dovrà governare ed affrontare il problema dei molti che dopo lunghe attese si vedono negati il riconoscimento di Rifugiati e di permessi umanitari e si ritrovano in uno status di clandestinità dopo mesi/anni di accoglienza e di percorsi di integrazione. Per essere pragmatici ed evitare ipocrisie bisogna dire con chiarezza che i molti “diniegati” che dovrebbero essere rimpatriati non lo saranno tanto facilmente poiché al momento esistono protocolli per il rimpatrio solo con tre Paesi Africani: Marocco, Tunisia e Nigeria  (dove peraltro esistono molti focolai di guerra motivo per cui spesso, hanno il riconoscimento della protezione internazionale).
La conseguenza è che molte persone resteranno sul territorio italiano come irregolari ed essendo persone fragili, potrebbero diventare facile preda della criminalità se non si provvede con un permesso di soggiorno dando loro la possibilità di cercare un lavoro regolare (Campagna Ero Straniero).

I fenomeni di cui stiamo parlando non sono un’emergenza temporanea ma hanno carattere strutturale.
Le migrazioni rappresentano la storia dell’umanità ma ora, causa esplosione demografica, povertà, guerre e desertificazione da una parte e denatalità ed alti standard di vita dall’altra, fa si che il fenomeno sia diventato più articolato e per questo deve essere governato con coraggio, rigore ed umanità.

Non è questo il luogo per entrare nel tema delle politiche nazionali e transnazionali ma a livello locale il fenomeno non può essere negato o eluso, deve essere “governato” con intelligenza.
Non si governano questi complessi fenomeni con la demagogia, gli slogan che alimentano una narrazione basata sull’insicurezza, la paura, l’intolleranza ma bensì con scelte coraggiose nel fare sistema e sviluppare politiche di integrazione sociale e di appartenenza.

Nel qui ed ora, le politiche razziste, respingenti ed escludenti fanno breccia e attirano consensi incontrando le paure diffuse della gente ma nel lungo tempo le scelte politiche di integrazione porteranno garanzie in termini di coesione sociale, sicurezza e benessere per la Comunità tutta.

Laura Rossi
Assessore al Welfare del Comune di Parma

 

 

 

 

 

 

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